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MAKER FAIRE – la culla dell’innovazione l’incubatore dei sognatori

Sabato 5 ottobre 2013 – Roma Giornata dal clima inglese, nuvole grigie e qualche goccia di pioggia, nulla che tolga il buon umore. Roma è la solita, quella lasciata più di un anno fa: palazzi, traffico, tanta gente, rumori di clacson e pezzi di storia a cielo aperto. Metto i piedi giù dall’autobus e il romanticismo malinconico arriva su in un attimo, è proprio un bel sentimento se legato ai ricordi. Obiettivo principale o scopo del viaggio (perché quelli secondari sono tanti e partono dal vedere vecchi amici a fare bisboccia) è quello di partecipare al #MAKERfaireRome , la prima edizione europea della Maker Faire ideata e organizzata da Asset Camera con il supporto di Tecnopolo. Formato il gruppo di spedizione, composto da componenti di #InOutLab in giro per l’italia e qualche fedele amico, ci avviamo per il Palazzo del Congressi nel quartiere Eur di Roma.

Appena arrivati notiamo subito la fila chilometrica per la biglietteria, ma nell’aria non c’era stress ne pesantezza, quindi la affrontiamo a botta di battute ed annesse risate; fatti i biglietti ci accingiamo subito ad entrare, non volendo, appena ficcato il naso nei primi metri di fiera, il nostro gruppo si scioglie perché ognuno di noi viene catturato da uno dei 200 stand diversi presenti. C’è chi vede un tipo con una chitarra classica fra le mani collegata a schede digitali e a delle casse acquistiche, c’è chi vede una grossa stampante 3d che utilizza, gesso, cemento ed argilla come materiali per stampare l’oggetto disegnato, c’è chi vede dei prototipi di robot a comandi vocali, insomma: un vero paese dei balocchi per dei curiosi come noi.

Certo per fortuna nostra siamo diversi dallo sventurato Pinocchio e le persone con cui ci interfacciamo non sono il Gatto e la Volpe, quindi dopo i primi venti minuti di occhi luccicanti ed esclamazioni di meraviglia, riprendiamo in mano la parte critica del nostro intelletto, mettendo a fuoco l’esperienza che stiamo vivendo. Non mi dilungo su quanti di quei progetti abbiano seri sviluppi futuri, oppure su quale è l’idea più pazzesca che ho visto in quei metri quadri o comparazioni del genere, perché credo che questo non sia il posto adatto per tali discussioni, ne credo valga la pena di sprecare tempo per farne. Quello su cui voglio soffermarmi è quello che il #MAKERfaire ci ha fatto portare a casa; e per farmi capire meglio richiamo un post, scritto dal nostro @GiuseppeJepisRivello in un momento di riflessione sulla sua esperienza:

Cosa ho imparato al #Makerfaireroma ? “Cerco sempre di fare ciò che non so fare per imparare a farlo”  auguri Makers

Eh si, questo balzo nel futuro, non è che alimenta la nostra fase REM e ci permette di sognare, ma bensì credo ci abbia dato una forte spinta di credere in quei sogni che già abbiamo, senza perdere il legame con la realtà dei fatti; ci ha dato la giusta energia da sfruttare nel fare per costruire, di osare, di sbagliare per imparare, di cercare sempre con la mente nel futuro, il naso nel presente e un piede saldo a terra.

Si perché parlare con tutte quelle persone, guardare i loro prototipi in funzione, i loro sogni su carta e un’esplosione di energia unica, energia che non si disperde, ma che va incanalata e processata nel nostro fare giornaliero, perché impegno e sogno viaggiano sullo stesso binario di volere, potere e saper fare e quel binario porta unicamente in posti, spesso non pianificati, ma desiderati. Quelle mete che nient’altro sono che il nostro futuro, ma lontano dal concetto CiberPunk del termine, invece quanto più vicino a ciò che siamo e ciò che diveniamo ogni giorno, perché ne facciamo parte, e col volere lo modelliamo senza mai solo limitarci ad esserci osservatori passivi. Questo è ciò che portiamo a casa ed è ciò che speriamo di riuscire a mettere in pratica nel nostro lab e nalla nostra vita tutti giorni.

Il report video di @GiuseppeJepisRivello per “BeNinjaTv

La nostra serata si è conclusa in compagnia dei fantastici amici di 3D Italy che erano fra i 200 con il loro stand e le loro idee innovative messe sul campo; ci hanno invitato all’aperiprint, nel loro studiolo del Pigneto a Roma, in cui i ragazzi di Sharebot presentavano la nuova stampante 3d “Modello Sharebot NG Next Generation“, splendida serata anche questa che ci ha inseminato diverse nuove idee da incubare nel nostro lab. Ma già questa è un’altra storia e ve ne parleremo a breve in un altro post, mi permetto solo di anticipare che presto le nostre scrivanie avranno compagnia, una compagnia che stampa in 3D 😉